#TOSCA – LIBRETTO MUSICALE 1899 – G.PUCCINI – EDIZIONI RICORDI
1° Versione dell’Opera – Libretto Originale
7 Dicembre 2019, Sant Ambrogio
1° alla Scala della 1° Versione dell’Opera del 1900
Librettista Giacosa




La Tosca

Link utili:
#TOSCA – LIBRETTO MUSICALE 1899 – G.PUCCINI – EDIZIONI RICORDI
1° Versione dell’Opera – Libretto Originale
7 Dicembre 2019, Sant Ambrogio
1° alla Scala della 1° Versione dell’Opera del 1900
Librettista Giacosa




La Tosca

Link utili:
Grazie per la Cura, Caro Paolo Ferrario
via mi scrive S.R., 10 luglio 2019
Nella presenza dell’Altro e della mia Libertà
Vedi anche:
Interdipendenza e Intersoggettività – Silvia Montefoschi
#Anni90 #Style

Gli anni della rivoluzione visiva, del costume, dell’elettronica, delle fanzine…
….apre gli Anni 90 con un nuovo lavoro sulla giacca: comincia col rendere minimal il monopetto chiudendolo con quattro bottoni (1992) e dando all’uomo un’aria ascetico-intellettuale (la collezione viene ricordata come “Amish”) per passare subito alla “giacca-pullover” (1993), ancora più plasmata sul corpo per essere più adatta a una nuova muscolosità che lui vuole più fisica che mentale. Tanto che dichiara «Il maschio sia più femmina», intendendo più riflessivo e meno impulsivamente aggressivo. Così, gli Anni 90 di Armani si caratterizzano con le camicie che perdono il colletto e la cravatta (1994), con tessuti lavorati dai colori calmi, quasi indecisi, con quel beige che diventa “grège” (un neologismo dell’autore).
Un decennio in cui Giorgio Armani racconta il suo Minimalismo disegnando un uomo più interiormente sereno, pronto all’evoluzione che lo aspetta con il cambio di secolo, quando l’uomo non potrà permettersi nessuna equivocità. Così, nel 1995, la sfilata si chiude con un lui e una lei in smoking: annullare le differenze per sottolineare le diversità. Ecco il vero sunto dell’Armani-pensiero Anni 90
#EmporioArmani







NAPOLEONE I – RE D’ITALIA 1805 – BOLOGNA
https://www.storiaememoriadibologna.it/limperatore-napoleone-i-a-bologna-344-evento
Dopo la prima fugace comparsa in città avvenuta nel 1796, quando ancora era generale comandante dell’Armata francese in Italia, Napoleone Bonaparte tornò a Bologna in veste ufficiale dal 21 al 25 giugno 1805, quando ormai era divenuto Imperatore e Re d’Italia. Il solenne ingresso da Porta San Felice, la memorabile cavalcata a San Michele in Bosco, la grandiosa parata militare ai Prati di Caprara, il déjeuner a Villa Marescalchi e la successiva salita al Colle dell’Osservanza costituirono altrettanti episodi destinati a rimanere a lungo impressi nella memoria collettiva della città. Così il celebre diarista Giuseppe Guidicini descriveva l’arrivo di Napoleone I in città:
C.A. ROSSI GUBBIO Set Piatti Da Appendere – #ceramica Nato a Gubbio nel 1903, dopo aver lavorato presso la manifattura di Ingino Baffoni, “Lavori a Riverbero Mastro Giorgio Gubbio” apre nel 1932, insieme al fratello lo scultore e pittore Antonio Maria Rossi, un laboratorio ceramico, denominato “Rossi Ceramiche”, la cui produzione è costituita da ceramiche…
Altri post sui documenti della mia collezione
#Napoleone
Ramo Editoriale Degli Agricoltori – Roma
Biblioteca Per L’insegnamento Agrario Professionale
1936

Dal seguente link, la citazione sottostante
LA COLTIVAZIONE DEL BACO DA SETA A BOLOGNA
Questo verme, chiamato anche flugello o verme da seta, allorché è arrivato alla giusta grandezza, viene dalla grossezza di una penna di cigno, e di 2 once di lunghezza. Chiamasi semenza le uova.. le semenze di Spagna, Bologna e di Bergamo sono le migliori, quando non se ne potessero avere di quelle di Sicilia… Quando nasce il feto, grosso come una semenza di papavero, tiene colore grigio ed a misura si ingrandisce e si allunga, diviene sempre più chiaro di colore e dopo quattro differenti mutazioni, nelle quali si cangia di pelle, viene al suo colore naturale, che è bianchiccio un po’ tirante al giallo. Consiste il suo nutrimento in foglie di gelso bianco, che gli si somministrano più volte al giorno, finché lavora nel suo bozzolo. Egli è di estrema delicatezza, e i cattivi odori, lo strepito grande, principalmente quello dei tuoni, l’umidità e il fiato delle persone che si avvicinano, sono bastevoli a farlo ammalare o morire. Sei settimane dopo il nascimento comincia a lavorare il suo bozzolo… allorché sono rinchiusi l’opra è finita, si mutano di natura e diventano farfalle. Per moltiplicarli ed averne la semenza si scelgono i pezzi più belli, tanti di maschi che di femmine, cosa che si riconosce dalla forma essendo quello del maschio meno liscio e puntito nelle due estremità e quello della femmina all’incontro puntito da una parte e rotondo dalla altra… -. Dopo questa bizzarra esposizione forse qualcuno ricorderà che fino a non troppo tempo fa, 30 o 40 anni al massimo, anche nelle nostre campagne la coltivazione del baco da seta era ancora diffusa; molte persone forse ricorderanno di stanze adibite a questa attività dove i bachi appena raccolti, venivano posti su erba secca e distesi nelle «arlén» (arelle) che erano grandi ripiani di canna sovrapposti, e qui nutriti con foglie di gelso fino alla loro maturità.
(«Nuovo Dizionario Scientifico» di Giovanni Francesco Pivati (1786)

a seguire un post su:


Link al Video di Rai Letteratura
Rai Letteratura
Claudio Gorlier tratteggia le caratteristiche di tre grandi scrittori degli anni Trenta: l’inglese David Herbert Lawrence e gli americani Francis Scott Fitzgerald e William Faulkner. Ne esamina le differenze accostando all’autore inglese la lezione di Freud e all’americano Fitzgerald il concetto di alienazione. Riguardo a Faulkner, infine, citando Cesare Pavese, afferma che “nell’affresco della tragedia del Sud dipinge il grande teatro in cui si recita la tragedia di tutti”.
Direttamente dalle nostre stalle, dai pollai, e da ogni dove vi fossero animali, dal 1898…dalla Collezione di Santini di mia Mamma, Zola Predosa – Bologna



Link al post della descrizione sotto:
Al Sit Bulgnais su Sant’Antonio
Manuale di Preghiere – Vangelo
Dei miei Nonni Paterni















La pasticca del Re Sole e l’Idrolitina di Arturo Gazzoni
L’imprenditore Arturo Gazzoni, già autore dell’Antinevrotico De Giovanni (1907) e della polvere Idrolitina per l’acqua “pizzichina”, lancia le sue famose pasticche del Re Sole contro la tosse, accompagnate da un sonetto di Trilussa: “Il pappagallo raffreddato”. Durante il fascismo il cavalier Gazzoni sarà noto, oltre che come teorico della pubblicità, anche come produttore dell’Oleoricina, purgante in polvere senza odore e sapore a base di olio di ricino. Sarà a partire dalla commessa di Arturo Gazzoni al socio Gaetano Barbieri per una macchina imbustatrice della polvere Idrolitina, che nel 1924 verrà lanciato a Bologna il promettente settore delle macchine di confezionamento (packaging).
Le Pastiglie della Madonna della Salute della Ditta Farmaceutica Alberani
Vedi link sui manifesti e inserzioni d’epoca.


Le scatole di mia Nonna Anna e il loro contenuto (1950~)


16 17 18 Agosto

Il mio trisavolo Rinaldi Luigi nel corso degli ultimi due decenni dell’800 partecipava a questa fiera come proprietario di numerosi capi di bestiame(buoi bianchi) da tiro.
Certamente nulla a che vedere con l’attuale Fiera di paese “Fira ‘d Zola” che presenta pseudo caratteri folkloristici lontani dall’anima antica e dall’origine.



31 Luglio 1838 G.Isolani


Si legga il volume del Belletti su Zola Predosa per maggiori dettagli e gli altri miei post con Zola Predosa, Prefilateliche



