http://www.poste.it/postali/filatelia/marcofilia.shtmlMARCOFILIA
Pre-Filatelia ZolaPredosa, 1811, 1813,1835, 1866
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Lo stabilimento Ricordi nacque nel 1808 come Casa editrice dedita alla pubblicazione di opere liriche e di spartiti musicali e tale restò fino al 1889; nel 1891 introdusse ufficialmente e su larga scala la cromolitografia e i risultati non si fecero attendere: “il fatturato del settore grafico ai primi degli anni Novanta era aumentato a tal punto che l’azienda decise di rendere autonome quelle che da allora assunsero il nome di Officine Grafiche Ricordi.
Già nell’Ottocento la Casa editrice Ricordi vantava numerose agenzie sul territorio nazionale (oltre alla sede di Milano vi sono le agenzie di Napoli, Firenze e Roma), ma la sua presenza era attiva anche oltre i confini italiani (nel 1878 nacque l’agenzia di Londra e altre filiali aprirono a Parigi, New York, Lipsia). Questi sono dati di estrema importanza in quanto i costanti rapporti con l’estero tenuti dallo stabilimento sono fonte inesauribile di informazioni, di sollecitazioni visive; creano dunque una rete di scambio proficua anche per gli artisti, che possono così aggiornarsi molto rapidamente sulle novità in campo artistico ed editoriale.
Le esigenze pubblicitarie maturate alle soglie del nuovo secolo fanno quindi registrare alla Ricordi un forte incremento della stampa di “avvisi” – erano così chiamati i primi cartelloni pubblicitari che reclamizzavano spettacoli musicali.
Collezione Personale

Pittore autodidatta, Bompard partecipa ad alcune esposizioni all’inizio del Novecento; ma è con l’attività di illustratore su periodici ( Italia Ride, Travaso delle Idee, Novissima, La Lettura ) che raggiunge la notorietà. In seguito si dedica anche al cartellonismo,favorito dai contatti avuti con Leonetto Cappiello esibendo comunque un tratto simile a quello di alcuni illustratori di riviste tedesche. Acquafortista di talento, Bompard è molto apprezzato per alcuni suoi manifesti di buona cura pittorica e decorativa ancorchè piuttosto tradizionali. La sua tematica si articola intorno a personaggi o fatti del mondo dell’alta borghesia e del teatro. Gli esemplari sul mercato sono infrequenti e ricercati.
L’età dei lumi aveva gettato le premesse per far scattare una frenesia inventiva che fu caratterizzata dall’invenzione della macchina a vapore ed altri sistemi tecnologici che vennero applicati anche in campo tipografico facilitando la produzione in serie di libri e riviste.
Il grado culturale e l’alfabetizzazione crescevano e pertanto bisognava soddisfare il bisogno di sapere ed informarsi di dotti e studiosi attraverso anche la nascita dei primi giornali.
La Linotype (1886) e, successivamente, la Monotype furono il gran passo avanti nella stampa tipografica.
La possibilità infatti di poter produrre vari caratteri e famiglie, in gran quantità e rapidamente, velocizzarono i procedimenti di stampa grazie anche all’invenzione del telaio meccanico, del torchio a carrello, del clichè e il perfezionamento della fotografia che cominciava a sostituire le illustrazioni fatte a mano.
E’ poi nel ‘900 che vengono costruite le macchine da stampa di tipo industriale: le rotative, le macchine per stampa offset.
Il ruolo principale nello sviluppo dell’arte tipografica è dato dalle applicazioni delle tecniche fotografiche che danno il modo di stampare immagini a colori: dal dopoguerra nasce la stampa a colori !
Il procedimento delle stampe a colori si basa sulla quadricromia (da qualche parte troverete scritto quatricromia) consistente in 4 pellicole corrispondenti ognuna ad un colore (cyan, magenta, giallo e nero) ricavate dalla riproduzione selettiva delle immagini a colori attraverso un’opportuna filtratura dei colori complementari e per mezzo di una retinatura indispensabile a dare tutte le sfumature di colore presenti nell’immagine originale.
Le 4 pellicole così realizzate, venivano messe a contatto delle cosiddette lastre (plates) dalle quali, attraverso un opportuna foto-incisione, venivano ricavate le matrici di stampa da montare sui rulli delle macchine offset.
Le tecniche di riproduzione fotografica vengono applicate anche per la costruzione di un’altra grande invenzione quale è la fotocompositrice che fa abbandonare man, mano le precedenti monotype e linotype.
La fotocompositrice permetteva di realizzare veri e propri testi visibili su un monitor permettendo inoltre di effettuare eventuali correzioni immediate prima di stampare il tutto da montare poi su fogli di acetati, pronti per essere riprodotti.