Le Scarpe cult della fine degli anni ’80


La scarpa cult fine anni '80

Brigata Bolero, Patriota Rocchi Sergio (mio nonno)


Brigata Bolero #25Aprile

(In foto)
Nonno Sergio, con la Nonna Anna (Serra) a dx con la borsa, il giorno del matrimonio il 20 Novembre 1948 nel mezzo la sorella, di mia nonna, Luciana.

Ciao Nonno Sergio, oggi 06\08\2011 riprendo questo post che ti avevo dedicato a tua insaputa (4 Settembre 2009) e a tua insaputa, sono costretta a riprenderlo…e a dedicartelo nuovamente a tua insaputa; ciao Nonno.

La stella brilla in petto.

Link

La Brigata Bolero

La 63a brigata Garibaldi fu costituita nella primavera-estate 1944 quando furono accorpati numerosi nuclei armati che operavano nella zona ad ovest di Bologna, in pianura e in montagna.
I nuclei più grossi erano quelli di Monte San Pietro guidato da Amleto Grazia “Marino” e Monaldo Calari “Enrico”. Comandante fu nominato Corrado Masetti “Bolero”.
La brigata nell’autunno contava oltre 230 uomini, molti dei quali disertori dell’esercito tedesco o ex prigionieri sovietici.
Ai primi d’ottobre la brigata fu attaccata da ingenti forze tedesche a Rasiglio (Sasso Marconi), perché occupava un’importante posizione strategica alle spalle della linea del fronte.
Lo scontro durò più giorni, con gravi perdite partigiane, sia in caduti sia in prigionieri, 13 dei quali furono trasferiti a Casalecchio di Reno e trucidati nei pressi del ponte della ferrovia.
Verso la fine d’ottobre, quando alla brigata giunse l’ordine di convergere su Bologna, per prendere parte a quella che si riteneva l’imminente insurrezione, fu deciso di inviare in città il distaccamento del Comando, forte di una ventina d’uomini, al comando di Masetti e Calari. Dopo essersi aperto la strada combattendo, il gruppo non poté attraversare il fiume Reno in piena e a Casteldebole fu attaccato e distrutto dalle SS tedesche.
Nell’inverno la brigata fu ricostituita con la nuova denominazione di 3a brigata Nino Nannetti. Renato Capelli “Leo” fu nominato comandante, Raffaele Vecchietti “Gianni” commissario politico e Adelfo Maccaferri “Brunello” e Bruno Corticelli vice comandanti. Dopo l’arresto di Capelli, in marzo il comando fu assunto da Beltrando Pancaldi “Ran”.
La brigata – che ai primi d’aprile assunse il nome di 63a brigata Bolero Garibaldi – era organizzata su sei battaglioni intestati a caduti: Nello Zini a Bazzano; Gastone Sozzi a Monteveglio; Angelo Artioli a Calderara di Reno; Umberto Armaroli a Sala Bolognese; Antonio Marzocchi ad Anzola Emilia, San Giovanni in Persiceto, Sant’Agata Bolognese e Crevalcore e Monaldo Calari a Monte San Pietro.
Era inquadrata nella divisione Bologna montagna “Lupo”.

La brigata ebbe 1.548 partigiani e 706 patrioti.
I caduti furono 242 e i feriti 69.


http://speradisole.wordpress.com/2010/04/25/25-aprile-63esima-brigata-bolero/


fonte: (Nazario Sauro Onofri)




Post originale


Questa sera, (4 Settembre 2009) durante una ricerca sul web sui cognomi del Bolognese, ho incrociato un nome tra i tanti, dal sito Iperbole di Bologna: mio nonno materno è stato un patriota!…Peccato che lui non ne sappia nulla; stessa data di nascita, stessa madre, stesso comune.
Sulle Brigate:
http://it.wikipedia.org/wiki/Brigate_Garibaldi


Rocchi Sergio, da Raffaele e Assunta Sandri; n. il 6/3/1928 a Sasso Marconi, m. a Bazzano il 06\08\2011


Nel 1943 residente a Monte S. Pietro. Fu attivo nella 63a brg Bolero Garibaldi. Riconosciuto patriota dal 5/9/44 alla Liberazione.


Dizionario Biografico Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel bolognese (1919-1945),


a cura di A. Albertazzi, L. Arbizzani, N. S. Onofri.




Rimorso per qualsiasi trapasso


Esente oramai da memorie e speranze,


illimitato, astratto, quasi futuro,


il morto non è un morto: è la morte.


Come il Dio dei mistici,


di cui debbono negarsi tutti i predicati,


il morto ubiquamente straniato


non è che la diaspora e l’assenza del mondo.


Lo defraudammo di tutto,


non gli serbammo né un colore né una sillaba:


qui è il patio di cui più non fruiscono i suoi occhi,


lì il marciapiede dove si appostava la sua speranza.


Perfino ciò che pensiamo


potrebbe starlo pensando anche lui;


ci siamo spartiti come dei ladri


lo stupefacente profluvio di notti e giornate.


da “Fervor de Buenos Aires”


J.L.B

Sant’Antonio Abate – 17 Gennaio


Direttamente dalle nostre stalle, dai pollai, e da ogni dove vi fossero animali, dal 1898…dalla Collezione di Santini di mia Mamma, Zola Predosa – Bologna

Sant’Antonio Abate

Chiesa Abbaziale Ss Nicolò ed Agata – Zola Predosa- Sant’Antonio, foto del 1989

Retro Santini

Dalle stalle e dai pollai

Collezione Franca Rocchi, mia madre

Link al post della descrizione sotto:

Al Sit Bulgnais su Sant’Antonio

RICORDO DELLA PRIMA COMUNIONE – NONNO RINALDI RENATO 9 GIUGNO 1935 – RICORDO CRESIMA


Ricordo della Prima Comunione, nonno paterno

RICORDO DELLA CRESIMA di mio Padre

Cresima Papà, Rinaldi Graziano, 1954

Esterno Ricordo

Interno Ricordo 1954

RicordoCresimaRinaldiGrazianojpg
Ricordo Cresima 1954

RicordoComunione.jpg
Comunione SimonaRinaldi 1979

Comunione SimonaRinaldi 1979

RocchiFrancaComunione.jpg
Prima Comunione Rocchi Franca 1958

La casa sull’albero, Franca Rocchi, mia madre 1955/60


La casa sull’albero, Franca Rocchi,

mia madre 1955/60

Auguri, buon compleanno
«Sono stata allevata in campagna, e ho
creduto tanto a lungo alla realtà di
certe visioni che io non ho sperimentato
ma che ho visto sperimentare intorno a
me che, ancora oggi, non saprei
davvero precisare dove finisce la realtà
e dove inizia l’allucinazione»
(George Sand)
La casa sull’albero non è un sogno, non lo è mai stato per me;
ho sempre tenuto vicino al cuore questa favola incorniciata,
ho sempre pensato a te bambina, che ti costringi a scendere
e a diventare grande con una figlia a soli 21 anni,
quando in realtà non ci pensavi minimamente di scendere…
..e lo rivedo ora nei tuoi occhi, lo stesso sorriso di chi è rimasto
sulla casa sull’albero. Come biasimarti mamma, ci starò io
per tutta la vita, lassù. Ci starò io anche per te!
E in fondo ci stiamo entrambe, anche in questi giorni
così difficili, (la nonna riposa lì) i sogni rimangono sempre, nella casa sull’albero….
(Ricordo 2012)

Io e mia madre