STORIA – Favolette e Strambotti – Luciano Folgore – Ed.Ceschina 1934 -MI


Favolette Strambotti

#poesie


  • ”L’inizio del s…
    ”L’inizio del sempre è più tremendo della fine – perché è sostenuto da una vacillante identità.” c. 1863-69 Emily Dickinson
  • WILLOW PATTERN, COLANDINE S.RICHARD
    Willow Pattern Questo famosissimo decoro, denominato “willow pattern” (motivo del salice), fu disegnato da Thomas Minton nel 1790 circa sulla base di un antico decoro cinese detto “Mandarino” e da quel momento ebbe una larga… Altro
  • VITTORIO EMANUELE III – 1Lira, 50cent, 20 Cent – Giuseppe Romagnoli – Numismatica
    VITTORIO EMANUELE III – 1Lira, 50cent, 20 Cent – Giuseppe Romagnoli – Numismatica Le monete, tutte quelle di questi post nel blog, sono tutte appartenenti alla mia famiglia e non acquistate. Altri post sulle mie… Altro
  • Vittorio Emanuele II – 5 Lire d’argento conio di Milano 1869
    Vittorio Emanuele II – 5 Lire d’argento conio di Milano 1869 Questa è una moneta speciale per la sua storia, sia per la memoria collettiva, sia per la mia. Con questa moneta sono stati battezzati… Altro
  • Villa Theodoli-Braschi
    Cartolina scritta e firmata dalla Marchesa Theodoli-Braschi indirizzata alla Nobile Sig.ra Maria Valieri nella quale la Marchesa invita la Signora per un te pomeridiano presso il Palazzo, in occosione del suo venticinquesimo anno di Matrimonio… Altro

Discorso sulla poesia, Tutte le poesie


#Quasimodo

@kolonistuga

Nel 1959 Salvatore Quasimodo (Modica 1901 – Amalfi 1968) vince il premio Nobel per la letteratura. Il giorno in cui ne riceve la comunicazione una troupe televisiva lo accompagna in diversi momenti. Il giornalista sottolinea l’atteggiamento imperturbabile mantenuto dal poeta di origine siciliana anche in questa solenne occasione: la sua sobrietà richiama la misura classica dei suoi versi. Le telecamere seguono Quasimodo al conservatorio dove insegna, il Giuseppe Verdi di Milano, sua città d’adozione, poi nel suo appartamento di Corso Garibaldi, dove il poeta legge la sua Lettera alla madre e risponde ad alcune domande sulle ragioni dell’attribuzione del Nobel. Immagini della spiaggia di Roccalumera mostrano uno dei luoghi più cari al poeta da giovane.

ANNA MARIA ORTESE – L’ALBERO


ANNA MARIA ORTESE – L’ALBERO

[…] “Spariti” era la parola che fissavo più di ogni altra, abbagliata. Essa svegliava degli echi e dei sospetti così profondi nel mio cuore, che un vero terrore succhiò il caldo della mia fronte, e per un attimo, l’immobilità stessa e io ci abbracciammo. Anna Maria Ortese, da “I giorni del cielo”, Mondadori, Milano 1958

@kolonistuga

Anna Maria Ortese, collezione Simona Rinaldi

Collezione Personale