Lotto Giornali di Bologna pre Unità d’Italia


Bologna – Lotto di quattro giornali.
“Gazzetta Privilegiata di Bologna” -n. 146, datato Mercoledì 7 Dicembre 1842,
BELGIO – da Gand, in data 23: un terribile sinistro minacciò stamattina il convoglio della stada ferrata da Brussel a Gand. Fra Malderen e Termonda la sala di un carro, che trasportava 30 persone, si ruppe, e con essa, quasi tutta la vettura. … INGHILTERRA – DA Dublino, in data del 20, al Sun: “Il sangue ha grondato per le vie in conseguenza del rifiuto del popolo di pagare le tasse dei poveri. …
ANNUNZI GIUDIZIARI.
misure cm. 27,5 per cm. 41.
2. “LA FARFALLA” n. 25, datato Venerdì 26 Giugno 1846, Foglio di amena Lettura, Bibliografia, Belle Arti, Teatri e Varietà.
articolo ALL’UOM POTEA PER BIBITA BASTARE L’ACQUA?
CRITICA TEATRALE
NOTIZIE DIVERSE e SCIARADA.
misure cm. 20,5 per cm. 27,5.
3. “GAZZETTA DI BOLOGNA” n. 24, datato Lunedì 31 Gennaio 1853.
Notizie varie.
misure cm. 30,5 per cm. 44.
4. “MONITORE DI BOLOGNA” n.221,datato Martedì 17 Settembre 1864.
PARTE OFFICIALE – Bologna, 17 settembre – VITTORIO EMANUELE II RE D’ITALIA Sulla proposizione del Nostro Ministro … Abbiamo decretato e decretiamo: 1) Si procederà al Censimento Generale e contemporaneo di tutta la popolazione del Regno …
PARTE NON OFFICIALE – Bologna, 17 settembre – Si voglia o no, Napoleone, in ottobre, e pare precisamente nel giorno 6, si abboccherà col Re di Prussia – Questo colloquio tiene agitato il partito clericale-legittimista, il quale a tutta possa vorrebbe impedirlo. …
NOTIZIE ITALIANE: Firenze : arrivo di Emanuele II, festeggiamenti …
INSERZIONI – AVVISI GIUDIZIARI.
in ultima pagina: GRANDE LOTTERIA per rimborso del Gran Prestito … – NUOVO MACCHINA per rigare la carta a pettine.
misure cm. 34 per cm. 49.
Ogni numero e’ composto da quattro pagine, come quasi tutti i giornali dell’epoca.
Collezione Personale

Marca da Bollo-Zola Predosa


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Zola Predosa Lire 10
Marca da Bollo di 10 Lire – Comune di Zola Predosa
La marca da bollo è un tipo particolare di carta-valori, simile ad un francobollo, usato in Italia fin dal 1863 come pagamento per la convalida di atti e documenti pubblici (ad esempio, atti notarili, dichiarazioni, passaporti, ecc.).
Tali valori bollati vengono venduti generalmente nelle tabaccherie e/o in esercizi pubblici autorizzati

Pre-Filatelia ZolaPredosa, 1811, 1813,1835, 1866


Prefilateliche Zola Predosa

1811. 1813, 1835, 1866

Zola Predosa 1811
Zola Predosa 1811

Simona Rinaldi

1-MuniZolaPredosa1810a

Pre-Filatelica del comune di Zola Predosa (una del 1815, l’altra del 1835)
La Prefilatelia è un ramo molto interessante della Storia Postale, che necessità di studi attenti e approfonditi, sulle singole realtà storiche, di seguito alcuni siti di riferimento.
1813
D.o-C.p
1835
D.o-C.p
Si può trovare copia del seguente documento al link del Comune di Zola Predosa, nella sezione Gallery
dedicata al Bicentenario del Comune stesso, che ricorre nel corrente anno 2010.
Definizioni prese dal seguente link:
FILATELIA:
Il termine filatelia deriva dalla congiunzione di due parole greche philos e atelia.
La prima sta a significare amico, la seconda franchigia che in passato indicava un sistema di pagamento delle tasse per il recapito di lettere, pieghi, biglietti e quant’altro. Verso la metà del XIX secolo si ebbe l’avvento dei francobolli e da allora col termine di Filatelico si intese, e si intende tuttora, indicare tutti gli amanti, o meglio amici, del francobollo e suoi derivati.
PREFILATELIA:
Con questo termine si è uso indicare tutto ciò che precede l’utilizzo dei francobolli che , solo per dovere di cronaca, avvenne in europa nel maggio del 1840 con l’emissione delle poste reali inglesi del mitico “Penny Black”. In Sicilia, caso unico al mondo, dopo l’emissione dei primi francobolli borbonici avvenuta lo 01.01.1859, dopo l’occupazione delle truppe garibaldine, nel maggio del 1860 (ma l’uso fu tollerato sino a luglio man mano che le truppe retrocedevano verso Messina), si ritornò al vecchio sistema postale, cioè senza francobolli, e ciò durò sino alla prima emissione ed uso dei primi francobolli del Regno d’Italia nel 1861.Dal sito delle Poste Italiane
http://www.poste.it/postali/filatelia/marcofilia.shtmlMARCOFILIA

La Marcofilia è il collezionismo dei bolli postali. Oltre ai bolli ordinari in dotazione agli uffici postali, Poste Italiane realizza i “bolli speciali”, normalmente utilizzati presso la sede di attivazione di Servizi Filatelici Temporanei, e le “targhette pubblicitarie”.
Si tratta di bolli figurati e non, che riproducono con scritte e immagini il tema di manifestazioni legate ad eventi di notevole interesse culturale, economico e sociale. Alla stessa categoria appartengono anche i bolli realizzati in occasione delle emissioni di francobolli
Altri link utili:
Bibliografia:

Gallo


Gallo, s. m. Uccello razzolatore. || Il maschio della gallina: —-padovano nano. || fig. Baldanza : poi chè si arricchi ha messo il —-||.
Essere il gallo della Checca, innamorarsi d’ogni donna, voler essere l’Adone di tutte le belle. || Ogni gallo raspa a sè, ciascuno si industria di avantaggiare sè stesso.
http://www.ilpollaiodelre.com/polliIt1.htm

Dal Nuovo Vocabolaro Universale della lingua italiana di B. Melzi 1882 Quinta Edizione Fratelli Garnier Edizioni
Collezione Personale

Etica


Etica
s,f. Quella parte della filosofia che ha per oggetto
la condotta dell’uomo
in quanto è conforme alla legge morale:
trattato di ___

Dal Nuovo Vocabolaro Universale della lingua italiana di B. Melzi 1882 Quinta Edizione Fratelli Garnier Edizioni
Collezione Personale

Semplicemente Visionario


Immortale Visionario

Le Officine Ricordi


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Spartito Ricordi

Bellissima Illustrazione in stile Liberty (Propriamente Art Nouveau) 1902
Gli spartiti e le illustrazioni

Lo stabilimento Ricordi nacque nel 1808 come Casa editrice dedita alla pubblicazione di opere liriche e di spartiti musicali e tale restò fino al 1889; nel 1891 introdusse ufficialmente e su larga scala la cromolitografia e i risultati non si fecero attendere: “il fatturato del settore grafico ai primi degli anni Novanta era aumentato a tal punto che l’azienda decise di rendere autonome quelle che da allora assunsero il nome di Officine Grafiche Ricordi.
Già nell’Ottocento la Casa editrice Ricordi vantava numerose agenzie sul territorio nazionale (oltre alla sede di Milano vi sono le agenzie di Napoli, Firenze e Roma), ma la sua presenza era attiva anche oltre i confini italiani (nel 1878 nacque l’agenzia di Londra e altre filiali aprirono a Parigi, New York, Lipsia). Questi sono dati di estrema importanza in quanto i costanti rapporti con l’estero tenuti dallo stabilimento sono fonte inesauribile di informazioni, di sollecitazioni visive; creano dunque una rete di scambio proficua anche per gli artisti, che possono così aggiornarsi molto rapidamente sulle novità in campo artistico ed editoriale.
Le esigenze pubblicitarie maturate alle soglie del nuovo secolo fanno quindi registrare alla Ricordi un forte incremento della stampa di “avvisi” – erano così chiamati i primi cartelloni pubblicitari che reclamizzavano spettacoli musicali.

Collezione Personale

Nascita del Manifesto – Seconda Parte


Sepo -Collezione Personale
Dagli Anni Venti fino al secondo dopoguerra, la lezione della pubblicità americana arriva in Italia e si cominciano a leggere i primi “slogan” per catturare l’attenzione del consumatore. Nella sezione sono presenti molti degli autori più noti del periodo: Codognato, Nizzoli, Cassandre, Seneca, Edel, Sepo.
Negli anni centrali del Novecento i temi della comunicazione sono la guerra, la famiglia, la solidarietà e la sicurezza. Si va dal coinvolgimento della popolazione in occasione della mobilitazione generale alla difesa dei valori nazionali durante le elezioni. Un ruolo determinante viene svolto dal dirigismo politico del periodo fascista, durante il quale le scelte politiche si trasformano in slogan: la bonifica, la guerra d’Africa, le scelte autarchiche in economia. Il Fascismo incalza e usa a man bassa lo strumento della propaganda e della pubblicità per introdurre i suoi “valori”. Come molti storici dell’arte hanno notato, in quel frangente accade una cosa insolita. Illustratori dalla parte delle donne non ritraggono signore opulente, “fattrici” di marca fascista. Le donne ritratte sono eleganti, consapevoli, colte e spesso molto presenti a se stesse. Così l’emancipazione della donna e il modello di una femminilità raggiante e indipendente si fanno strada nonostante le maglie oscure del Fascismo. E ci riescono grazie alla pubblicità, sulle riviste, ai cartelloni in strada, alle illustrazioni sui libri, grazie soprattutto agli illustratori del periodo. La ripresa industriale del dopoguerra assume presto la forma di un trionfo del prodotto e del consumo. Tutto viene prodotto e tutto viene pubblicizzato, venduto, consumato. Sono gli anni del boom economico e il manifesto esprime sempre più i nuovi valori della società e la nascita della seduzione dell’oggetto.
L’aspetto più evidente è la comparsa a livello comunicativo di nuovi prodotti prima sconosciuti: creme solari, detersivi in polvere, scatolette di carne conservata, abiti confezionati pronti, macchine da scrivere, televisori. Tra gli autori, molti sono quelli che avevano iniziato a operare prima della guerra Seneca, Boccasile, Nizzoli, alcuni nomi si fanno frequenti come quello di Ercole Brini ed Erberto Carboni. Emerge la scuola grafica Olivetti, ma la figura più significativa è quella di Armando Testa che firma alcune campagne di successo come Carpano e Simmenthal.  Dino Villani fu un protagonista degli esordi della promozione e del linguaggio pubblicitario in Italia. Nel 1934 diventa capo ufficio pubblicità della Motta, rivelando in pieno il grande talento sia per campagne pubblicitarie tradizionali, sia per l’invenzione di iniziative di promozione e di relazioni pubbliche, inserendo per primo il concetto di sponsorizzazione di eventi.
Appena entrato alla Motta affida la realizzazione del manifesto per il panettone a Sepo (Severino Pozzati), che ne fa un’immagine destinata nel tempo ad identificarsi con il marchio e, forse, con l’idea stessa di panettone. Villani si occupa anche della simultanea campagna pubblicitaria sulla stampa e dell’allestimento delle vetrine dei negozi Motta, ideando una vera e propria forma di immagine coordinata del prodotto. Nel 1939 concepisce il concorso “Cinquemila lire per un sorriso”, poi Miss Italia. Nomi importanti dello spettacolo, della cultura e dello sport faranno negli anni parte della giuria; celebre, nel 1948, la partecipazione di Totò, Lucia Bosé, Gina Lollobrigida, Silvana Mangano o Sophia Loren. Dino Villani muore a Milano nel 1989.

Illustratori bolognesi


LUIGI BOMPARD
(Bologna 1879 – Roma 1953)
Trascorse a Bologna i primi anni di attività e nutriva simpatie per la grafica tedesca che trovava le sue espressioni nelle riviste “Jugend” e “Simplicissimus”. Fu un buon illustratore con ottimo polso come acquerellista. Il suo nominativo compare in numerosissime mostre tenute sia in Italia che all’estero in particolar modo a Parigi, dove acquisì l’influenza della cultura franco italiana che faceva capo a Boldini. Dopo gli anni dell’estero si trasferì definitivamente a Roma dove collaborò per l’illustrazione di numerosissime riviste italiane firmando eleganti disegni sul mondo sportivo ed elegante.
EMMA BONAZZI ( in arte TIGIU)
(Bologna 1881 – 1959)
Diplomata a pieni voti nel 1913 in pittura classica presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, conquistando la medaglia del Ministero della Pubblica Istruzione. La sua capacità nel disegno e nelle tecniche pittoriche nonché nell’incisione, era supportata da un’autonomia artistica priva di influenze realiste e veriste che in quell’epoca dominavano l’ambiente. Le sue notevoli capacità erano accompagnate da una grintosa attività artistica che le fecero conseguire notevoli successi. Ottenne così il premio F.Francia, il Città di Stoccolma con una straordinaria Salomè, oltre al premio Ussi e il Curlandense. Nel 1914 aderì alla seconda secessione di Roma e nel 1919 partecipò all’esposizione della Società Amatori e Cultori. Nel 1921 la troviamo in lista nella prima biennale romana, mentre nel 1920 – 1922 partecipa alle Esposizioni Internazionali Veneziane ed alla “Fiorentina Primaverile”. Nel 1928 allestirà con successo il padiglione dell’I.S.I.A. alla mostra campionaria dei littoriali, illustrando il tema del ciclo lavorativo della seta. Fu nel frattempo nominata consulente artistica alla Perugina, creando per circa sedici anni bozzetti pubblicitari, confezioni ed oggetti regalo che contribuirono a consolidare l’immagine ed il marchio di questa azienda in tutta Europa. Informata sugli stimoli artistici europei segue con piacere la rivista inglese “The Studio” e la tedesca “Jugend” dalle quali ricava novità culturali per importarle nel suolo nazionale con varianti e trasformazioni pittoriche di suo gradimento. Ricordata come artista di raffinata immaginazione pittorica espressa con sofisticate tempere integrate da ricamo floreale su seta. La sua mano artistica si prestò a citazioni esotiche con aperture al bizantinismo favolistico, rivelando profondi intrecci con la secessione viennese di cui aveva assorbito anche impostazioni klimitiane. Si applicò con successo. La sua intensa attività grafica e cartellonistica è caratterizzata da un linguaggio pubblicitario con soggetti e raffigurazioni carichi di gioia vitalistica. I suoi fogli ed illustrazioni possiedono una particolare vena artistica priva di qualsiasi condizionamento pubblicitario. L’abilità dell’impalcato dei suoi manifesti, il dinamismo e le forme sinuose decorate da motivi ornamentali, danno una potenza espressiva all’immagine che fanno di lei un’autrice di caratura internazionale. Ricordiamo tra i suoi più celebri manifesti quello per l’acqua da tavola “Litiosina” e quello “Date Carta alla Croce Rossa” entrambi datati 1917, oltre al celeberrimo “Coppa del Re” (1921) ideato per il Gran Premio di Venezia per idrovolanti da velocità e da trasporto. Donna sensibile, raffinata ed estremamente colta, dotata di una non comune fantasia decorativa, allestirà mostre ed arredi per interni, progetterà oggetti e confezioni. Nel campo pubblicitario collaborò con la Baroni di Milano e con le Edizioni del Risveglio di Bologna. I suoi contatti più frequenti li ebbe con l’atelier Chappuis di Bologna che stampò magistralmente le sue creazioni grafiche miscelate tra il simbolismo tedesco e il Liberty floreale. . Terminerà la sua carriera nella stessa città che vide la sua nascita, il suo declinio fu inesorabile nonostante il florido periodo artistico dove tutte le pareti dovevano essere riempite di tele. Il giornale dell’Emilia scriverà un articolo invitando i lettori a devolvere un contributo in favore della Bonazzi caduta in povertà ed emarginata, appello che non verrà accolto dal pubblico, lasciando morire l’autrice in miseria.
ARNOLDO BONZAGNI
(Cento (BO) 1887 – Milano 1918)
Diplomato all’Accademia di Brera che iniziò nel 1906 sviluppando in particolare il disegno e la pittura nei modi e nelle applicazioni di Tallone. Fu amico di Boccioni e molto attento alla pittura di Previati senza però aderire al divisionismo o al futurismo. Fu abile pittore anche nell’applicazione di decorazioni ed affreschi. Nel 1913 tiene una rassegna di cartelloni satirici alla “Mostra della Caricatura” a Bergamo. Per un breve periodo di circa quindici mesi applicò le sue arti in suolo argentino collaborando col periodico umoristico “El Zorro” realizzando vignette con particolari soggetti satiro-politici e mondani. Trascorse gli ultimi anni della sua vita a Milano realizzando collaborazioni con numerose riviste.

SEPO
(Comacchio 1895 – Bologna 1983)
Pseudonimo di Severo Pozzati , pittore e cartellonista italiano. Cresciuto in una famiglia di artisti, studiò all’accademia di belle arti di Bologna, dove conobbe Giorgio Morandi e Osvaldo Licini.
Dopo gli esordi come scultore e pittore (nei dipinti elaborò uno stile ispirato aCézanne), dal 1917 intraprese una fortunatissima carriera di cartellonista. Nel 1919, concluso il lavoro come regista e scenografo per il film d’avanguardiaFantasia bianca, si trasferì a Parigi, dove visse fino al 1957. Nella capitale francese fu in stretto contatto con Massimo Campigli, Filippo de Pisis, Alberto Savinio, Andrea de Chirico, Gino Severini.
Autore di una grafica post-cubista incentrata su una notevole chiarezza formale, e ammiratore del linguaggio graficofuturista, si affermò nel campo del manifesto pubblicitario lavorando per noti marchi italiani ed esteri, tra cui Noveltex, Talmone, Buitoni, Maggi. Negli anni in cui la lettera M rimandava a Mussolini e al fascismo, ideò per la Motta il celebre logo della grande iniziale.
Circa duecento lavori dell’artista – tra opere grafiche, dipinti e sculture – sono oggi di proprietà del comune di Cento, donati da una nipote.

Giovanni Papini ( Immeritatamente dimenticato)


Sospetto che Papini sia stato immeritatamente dimenticato.
(Jorge Louis Borges)

E’ un uomo che non si vergogna dei suoi errori. Un vero segno del genio. Solo gli sterili e i mediocri si preoccupano della perfetta coerenza dei propri pensieri, e sono ossessionati dalla paura di sbagliare.
(Mircea Eliade)

Croce et Bergson 1914

Papini conoscerà personalmente Bergson al Congresso Filosofico di Ginevra nel 1904 e ne seguirà le lezioni al Collège de France nel 1906, sarà il primo traduttore di Bergson in La Filosofia dell’Intuizione del 1935
(titolo che evoca l’Intuizione di Benedetto Croce, nel Breviario di Estetica composto nel 1912)
Papini, nella sesta Edizione Riveduta, scrive nelle VANTAZIONI al punto 2:
“Ho intotolato questo volume Stroncature per ragioni, soprattutto, commerciali perchè quella parola attira più
facilmente la malignità e curiosità degli uomini i quali, per il gusto di sentire strapazzare qualcuno, arrivano fino 
al punto di vincere l’infame avarizia e di spendere qualche lira per un libro”
Collezione Personale