ANTOLOGIA – IL BEL VIAGGIO, Giovanni Papini – Enzo Palmieri, Palumbo, Febbraio 1954















- Santa Rita da Cascia – 22 Maggio

Sancta Rita, ora pro nobis – Santini da Collezione
Santa Rita da Cascia – 22 Maggio – Bologna
Questo oggetto è un libretto devozionale stampato dai PP. Agostiniani di S. Giacomo Maggiore di Bologna (Via Zamboni, 15), tempio costruito nel 1267. La copertina riporta una suggestiva riproduzione in bianco e nero di un dipinto raffigurante Santa Rita trasportata in cielo dagli angeli – probabilmente ispirato al noto dipinto di scuola bolognese. Il libretto fa parte del materiale di culto distribuito in quello che è descritto come il centro di irradiazione della devozione a S. Rita da Cascia in Emilia e Romagna da oltre due secoli.




Altre volte reliquie e reliquiari seguono l’evolversi del culto dei Santi. Nella chiesa di San Giacomo un altare privilegiato è oggi quello di Santa Rita da Cascia. Una Santa tanto nota che si fa in fretta a dimenticare che la sua canonizzazione è avvenuta solo nel 1900 ad opera di Leone XIII. La Santa, morta nel 1447 era stata proclamata beata solo nel 1627. Anche in san Giacomo il suo culto è tardo. Lo stesso dipinto che ne arreda l’altare appartiene ad uno sconosciuto pittore bolognese, certo Galgano Perpignani, la cui opera Roli data intorno al 1734 in concomitanza con la dedicazione dell’altare. Probabilmente il reliquiario del velo della Beata è ancora successivo e stilisticamente analogo all’altro di san Giacomo. L’iscrizione posta all’interno del reliquiario parla appunto non della Santa, ma della reliquia del “Velo B. Rita da Cascia”.Proclamata Santa, “Cristiana”, una devota alla Santa, “offre a S. Rita quale pegno di devozione ” un nuovo reliquiario datato “22. 5.1954”. La forma è ancora quella della teca circolare e le api che lo arricchiscono non solo quelle Barberini, ma si riferiscono al primo presunto miracolo della Santa che in una cesta e sotto un albero, in campagna, mentre la madre lavorava, venne circondata da uno sciame di api che non la punsero, ma depositarono il miele sulle sue labbra. Un’immagine che al di là della possibile veridicità merita di essere ricordata per la poetica rappresentazione. Così come merita un ricordo “Cristiana”, una persona del nostro tempo, semplice e anonima come lo sarebbe stata a lungo quella bimbetta su cui posarono il loro miele le api. Cristiana testimonia e documenta che nella casa del Signore c’è posto per tutti. Hanno trovato accoglienza gli Orsini e i Malvezzi con il loro reliquiario così come è stata accolta Cristiana. Sul reliquiario non ha inciso uno stemma nobiliare, ma un semplice nome, quello con cui, al pari dei Malzezzi e degli Orsini, era entrata a far parte della stessa “dinastia” dei credenti, attraverso il Battesimo.


Il primo è il più antico e il più prezioso: un santino cromolitografico a bordo sagomato, formato tipico di fine Ottocento–inizio Novecento. L’immagine mostra Santa Rita inginocchiata in preghiera, con angeli e putti discendenti dal cielo in un tripudio di colori delicati. Il logorio della carta, le crepe, i bordi consumati raccontano quanto sia stato tenuto, maneggiato, forse portato con sé come protezione. In basso, la scritta latina: Sancta Rita, ora pro nobis.
Retro del santino antico: Preghiera
Il retro del santino cromolitografico reca una preghiera in italiano dal sapore antico e intenso, rivolta a Rita come “Santa degl’Impossibili” — titolo che è la sua cifra più popolare. Il tono è quello della supplica personale, intima, disperata e fiduciosa al tempo stesso. Termina con 3 Pater, Ave, Gloria.
Santa Rita 2026: dove fare benedire le rose e le auto a Bologna


Piccoli oggetti di carta, grandi depositi di fede popolare e di storia del costume religioso italiano tra Otto e Novecento.Collezione Personale – Simona Rinaldi
- ”L’inizio del s…
”L’inizio del sempre è più tremendo della fine – perché è sostenuto da una vacillante identità.”
c. 1863-69 Emily Dickinson
- Yoga, Saggio di Psicologia Orientale – Annie Besant 1908

Yoga – Annie Besant








Immagini dal testo Nel 1902 fondò la prima loggia dell’Ordine massonico misto internazionale Le Droit Humain in territorio inglese, a Londra, e molte delle successivei. Restò un alto esponente dell’Ordine per tutta la vita e nel corso degli anni istituì nuove logge in molte parti dell’impero britannico. Nel 1907 divenne presidente della Società teosofica, la cui sede centrale si trovava a Adyar, nella provincia del Chennai, e lo rimase fino alla sua morte.
S’impegnò attivamente a favore dell’autogoverno indiano con articoli, discorsi e attività educative e fu anche membro del partito del Congresso Nazionale Indiano. Quando nel 1914 scoppiò la prima guerra mondiale aiutò a lanciare l’ “Indian Home Rule movement” nella sua campagna per la democrazia in India e per far ottenere all’India lo status di dominion all’interno dell’Impero, in pratica una forma di semi indipendenza. Questo fatto condusse, verso la fine del 1917, alla sua elezione come presidentessa del “Congresso”, dopo essere stata posta agli arresti domiciliari dal governo coloniale per un breve periodo.
Alla fine degli anni venti viaggiò negli Stati Uniti d’America assieme al suo protetto, nonché figlio adottivo Jiddu Krishnamurti, che sosteneva essere il nuovo Messia ed una nuova reincarnazione del Buddha: Krishnamurti però rigettò tali affermazioni nel 1929. Continuò a spendersi, sia nella campagna a favore dell’autodeterminazione e dell’indipendenza indiana, che per le cause della teosofia, fino alla sua morte avvenuta nel 1933.
- WILLOW PATTERN, COLANDINE S.RICHARD


http://www.simonarinaldi.net 
http://www.simonarinaldi.com WILLOW PATTERN 
http://www.simonarinaldi.net – willow pattern retro Questo famosissimo decoro, denominato “willow pattern” (motivo del salice), fu disegnato da Thomas Minton nel 1790 circa sulla base di un antico decoro cinese detto “Mandarino” e da quel momento ebbe una larga diffusione per un secolo e mezzo e oltre, copiato dalle principali manifatture europee e realizzato nei colori blu (il più frequente), rosa, verde o marrone. In particolare sembra che il presente disegno segua fedelmente il modello della manifattura inglese Spode: i suoi elementi caratterizzanti sono il ponte con tre cinesi che lo attraversano, il salice, la barca, una casa da thè principale, due uccelli e un recinto di un giardino in primo piano. Motivi geometrici a losanghe, cerchi e linee spezzate caratterizzano le due fasce sulla tesa e sul bordo del cavetto.
- VITTORIO EMANUELE III – 1Lira, 50cent, 20 Cent – Giuseppe Romagnoli – Numismatica

VITTORIO EMANUELE III – 1Lira, 50cent, 20 Cent – Giuseppe Romagnoli – Numismatica
Le monete, tutte quelle di questi post nel blog, sono tutte appartenenti alla mia famiglia e non acquistate.

Serie Impero Vittorio Emanuele III 
Serie Impero Vittorio Emanuele III 
Serie 1940, Vittorio Emanuele III

Serie Impero Vittorio Emanuele III dal 1939 al 1943 
Serie Impero Vittorio Emanuele III dal 1939 al 1943
Libreria Filatelica e Numismatica
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- Libri – Saggi – RiflessioniLibri, Saggi, Riflessioni
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- Attilio Rinaldi – Classe 1899 – Impresa Agricola – Zola Predosa#Bisnonno Attilio
- Serie di monete fior di conio del 1982Serie di monete fior di conio del 1982 Link sulle monete commemorative
Italy - Santa Rita da Cascia – 22 Maggio
- Vittorio Emanuele II – 5 Lire d’argento conio di Milano 1869
Vittorio Emanuele II – 5 Lire d’argento conio di Milano 1869
Questa è una moneta speciale per la sua storia, sia per la memoria collettiva, sia per la mia.Con questa moneta sono stati battezzati tutti i figli maschi della mia famiglia, da parte di padre.Regno d’Italia 1869Vittorio Emanuele IILa moneta d’argento da 5 Lire del Regno d’Italia, detta anche scudo, fu battuta dal 1861 al 1878 con le seguenti caratteristiche fisiche: (titolo 900‰; ø 37 mm; peso 25 g; asse di conio 6H) (v. http://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta.php/W-VE2/13)Moneta coniata alla Zecca di Milanoper maggiori dettagli consultare il seguente link:http://www.quattrobaj.com/segnizecca.asp?id_catalogo=1Alcune quotazioni:
http://www.alexfilateliaenumismatica.it/cat185_p2.htmREGNO D’ITALIA 1861 ~ 1878
Birmingham H Heaton Ralph & Sons di Londra – GB Bologna B senza segno di zecca Bruxelles testina Belgio Firenze Firenze fascio con scure, p mano a pugno e F, vomere e F Milano M sia in corsivo che in stampatello Napoli N sia in corsivo che in stampatello Parigi – senza segno di zecca Roma R solo segno zecca R Strasburgo OM Oesgher Mesdach – Francia Torino T sia in corsivo che in stampatello Maggiori informazioni storiche e di numismatica:
http://cronologia.leonardo.it/mondo28e.htmSulla lira Italiana:L’introduzione della lira italiana va fatta risalire, come per il tricolore, al periodo napoleonico. Infatti, il tricolore venne adottato dallaRepubblica Cispadana nella prima campagna d’Italia (1796 – 1797). La lira, invece, venne adottata alla seconda campagna d’Italia con la ricostituzione della Repubblica Cisalpina come Repubblica Italiana (gennaio 1802), trasformatasi poi nel Regno d’Italia (marzo 1805). Le prime emissioni dalle zecche di Milano, Bologna e Venezia si ebbero nel 1807, con monete da 40, 5 e 2 lire; l’anno successivo vennero coniate anche monete da 20 lire e da 1 lira, caratterizzata da un peso di 5 g ed un titolo d’argento di 900/1000.Dopo la fine del Regno d’Italia nel 1814, la lira riappare nel 1815 nelDucato di Parma e Piacenza con l’introduzione della monetazione decimale da parte della duchessa Maria Luisa d’Asburgo-Lorena. Il taglio delle monete era da 1, 2, 5, 20 e 40 lire.Nel 1861, con la riunificazione dell’Italia sotto i Savoia, la lira torna ad essere la valuta italiana ed il 24 agosto 1862 ebbe corso legale e sostituì tutte le altre monete circolanti nei vari stati pre-unitari: 1 lira da 5 g di argento al titolo 900/1000 corrispondeva a 0,29025 g d’orofino oppure a 4,5 g d’argento fino (scesi a 4,459 nel 1863).http://www.storiadellalira.it/

Regno d’Italia L.5 
Vittorio Emanuele II 1869
- ”L’inizio del s…
- Libri – Saggi – Riflessioni

Libri, Saggi, Riflessioni

Nell’antichità, i percorsi del riutilizzo delle cose erano condizionati tanto dal logorarsi degli oggetti, quanto dal modo in cui la natura utile o superflua era percepita secondo le coordinate culturali di coloro che le utilizzavano.
Un abito, una sedia, un piatto venivano riconsiderati come utili o “gattivi”, “tristi” in conseguenza della loro apparenza, della stima espressa dai loro nuovi proprietari e delle necessità che soddisfacevano.
Come dichiarato nel trattato sul superfluo economico di Bonaventura da Bagnoregio, l’utilità non era un attributo economico assoluto, ma variava a seconda dell’identità di chi faceva uso dei beni, dei tempi, dei luoghi e della situazione economica generale.
La porpora si addiceva ai cardinali e all’aristocrazia ma non agli artigiani o ai mercanti, il velluto cremisi era adatto a rappresentare l’onore di chi non aveva svolto alcun mestiere manuale da almeno trent’anni, ma era un lusso superfluo per chi apparteneva a famiglie di macellai, merciai od orefici.
Utilizzare e riutilizzare le cose implicava l’esercizio di una capacità di scelta, stabilita per legge soprattutto dal Tre al Quattrocento, e richiedeva una competenza nel riconoscere l’utilità relativa delle cose che si maneggiavano.
Era importante sia per sfuggire alle penali che punivano chi consumava quello che non avrebbe dovuto, sia per dimostrare di saper distinguere l’utile dall’inutile così da poter ricavare un profitto e appartenere a pieno titolo al proprio gruppo socio-professionale.
Il discernimento dell’utile e dell’inutile aveva anche un significato sociale: era prescritto dalle norme suntuarie, insegnato dai testi di pedagogia mercantile ma anche imposto dal desiderio di partecipare, per esistere come cives e come esseri umani degni.
Tutto questo è al centro dell’ultimo libro di Giacomo Todeschini, “Seconda Mano”. Lo trovate in tutte le librerie: bit.ly/SecondaManoSalerno
- Santa Rita da Cascia – 22 Maggio
Sancta Rita, ora pro nobis – Santini da Collezione Santa Rita da Cascia – 22 Maggio – Bologna Questo oggetto è un libretto devozionale stampato dai PP. Agostiniani di S. Giacomo Maggiore di Bologna (Via… Altro - Libri – Saggi – Riflessioni
Libri, Saggi, Riflessioni - Carlo Alberto ROSSI – GUBBIO – Set Piatti Da Appendere
C.A. ROSSI GUBBIO Set Piatti Da Appendere – #ceramica Nato a Gubbio nel 1903, dopo aver lavorato presso la manifattura di Ingino Baffoni, “Lavori a Riverbero Mastro Giorgio Gubbio” apre nel 1932, insieme al fratello… Altro - Attilio Rinaldi – Classe 1899 – Impresa Agricola – Zola Predosa
#Bisnonno Attilio - Serie di monete fior di conio del 1982
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- Carlo Alberto ROSSI – GUBBIO – Set Piatti Da Appendere

C.A. ROSSI GUBBIO Set Piatti Da Appendere – #ceramica









C.A. ROSSI GUBBIO Nato a Gubbio nel 1903, dopo aver lavorato presso la manifattura di Ingino Baffoni, “Lavori a Riverbero Mastro Giorgio Gubbio” apre nel 1932, insieme al fratello lo scultore e pittore Antonio Maria Rossi, un laboratorio ceramico, denominato “Rossi Ceramiche”, la cui produzione è costituita da ceramiche tradizionali eugubine arricchite da lustri metallici e vasellame ispirato alla produzione dei buccheri etruschi.
Negli anni ’40/’50, dopo aver interrotto la collaborazione con il fratello si dedica alla realizzazione di alcuni lavori su disegno di Giò Ponti.
Carlo Alberto Rossi muore nella sua città natale nel 1970.
Buccheri Antonio Rossi è un laboratorio di ceramiche a Gubbio, fondato negli anni ’30 dai fratelli Antonio Maria e Carlo Alberto.
Per molti anni l’attività è stata gestita dal maestro ceramista e architetto Gaetano Rossi, figlio di Antonio, proseguendo la tradizione di famiglia della lavorazione del bucchero, un tipo di ceramica dalla caratteristica colorazione nera e dall’origine molto antica.
La ricerca di nuovi equilibri e la purezza nelle forme caratterizzano da sempre l’attività di questa manifattura che, oltre ad aver realizzato negli anni ’50 modelli di Gio Ponti, vanta la presenza di opere esposte al museo della ceramica di Valencia in Spagna.
Dopo la scomparsa del maestro Gaetano, la figlia Letizia Rossi prosegue l’attività gestendo il laboratorio e continuando la produzione dei pezzi: sculture e opere di design, ma anche lampade, piatti, ciotole e altri oggetti di arredo sono realizzati a mano secondo la tradizione artigianale.
- Santa Rita da Cascia – 22 Maggio
Sancta Rita, ora pro nobis – Santini da Collezione Santa Rita da Cascia – 22 Maggio – Bologna Questo oggetto è un libretto devozionale stampato dai PP. Agostiniani di S. Giacomo Maggiore di Bologna (Via… Altro - Libri – Saggi – Riflessioni
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- Attilio Rinaldi – Classe 1899 – Impresa Agricola – Zola Predosa

#Bisnonno Attilio

Primi anni ’70 del Novecento 
Cavaliere di Vittorio Veneto Il bisnonno Rinaldi Attilio, davanti al pozzo e alla casa….quella che era la parte dell stalla, dove vivo io da 25 anni… 
Impresa Agricol Rinaldi Attilio fu Ettore fu Luigi 1881 1881
- “Emporio Armani Magazine ” anni 90
#Anni90 #Style Gli anni della rivoluzione visiva, del costume, dell’elettronica, delle fanzine… ….apre gli Anni 90 con un nuovo lavoro sulla giacca: comincia col rendere minimal il monopetto chiudendolo con quattro bottoni (1992) e dando… Altro - – FILATELIA – Erinnofilia – Erinnofili Bologna – Chiudilettera Ricordo
Bolli Erinnofili Bologna http://www.erinnofilia.com/ Vittorio De Silva Link Utili: http://www.vaccarinews.it/index.php?_id=3587&_print=1 Libreria Filatelica Tematica http://www.vaccari.it/editoria/libreria/index.php?_c=eri da Wikipedia: L’erinnofilia è il collezionismo di bolli chiudilettera del tutto simili ai francobolli tranne per il fatto che non hanno, di solito, valore né postale né fiscale. Molto… Altro - 1788 Bagnacavallo – Documento Storico Arciprete Giuseppe Antonio Papini – Filigrana1788 Bagnacavallo – Documento Storico Arciprete Giuseppe Antonio Papini 29 Agosto 1788 Bagnacavallo Accadde quell’anno ad Agosto: 8 agosto – Luigi XVI di Francia convoca gli Stati Generali per il maggio dell’anno successivo; è il prologo della Rivoluzione Francese vedi: http://cronologia.leonardo.it/storia/a1788.htm… Altro
- 1861 Unità d’Italia – Monitore di Bologna
1861 Bologna - Andrej Voznesenskij, Scrivo come amo, Le Comete, 1962 – Collezionismo Cartaceo
#architettura, #specchio #brandelli
- Serie di monete fior di conio del 1982

Serie di monete fior di conio del 1982






Comprate da mia nonna per farmene dono a 12 anni, già avevo la passione del collezionismo – 1982 Link sulle monete commemorative
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Yoga 1909 Anniw Besant Teosofia - WILLOW PATTERN, COLANDINE S.RICHARD
Willow Pattern Questo famosissimo decoro, denominato “willow pattern” (motivo del salice), fu disegnato da Thomas Minton nel 1790 circa sulla base di un antico decoro cinese detto “Mandarino” e da quel momento ebbe una larga… Altro - VITTORIO EMANUELE III – 1Lira, 50cent, 20 Cent – Giuseppe Romagnoli – Numismatica
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