Dipartimento del Reno, BOLOGNA NAPOLEONICA


Documento Originale-Collezione Personale

Con la proclamazione della Repubblica Italiana (1802) Bologna fu posta a capo del Dipartimento del Reno comprendente oltre al proprio, i distretti di Imola, Cento e Vergato, ma secondo un sistema centralistico e verticistico, che provocò malcontento tra i bolognesi, sfociando in proteste duramente represse nell’estate del 1802.
Nel documento alle parole LIBERTA’ e REPUBBLICA sono state sovrapposte due righe, dall’autore del testo per modificarle in REPUBBLICA ITALIANA, evidente segnale di “ribellione”. Ancora si legge Castel di Casio li Giugno 1803 Anno n°(?), data scritta senza utilizzare il Calendario Repubblicano Francese.

TARABARALLA: Repubblica Cisalpina


TARABARALLA: Repubblica Cisalpina
http://certosa.cineca.it/chiostro/eventi.php?ID=329&al=1
http://it.wikipedia.org/wiki/Fiorile
http://www.lesfrancs.com/monete_francesi.html

Repubblica Cisalpina, BOLOGNA NAPOLEONICA


La Repubblica CISALPINA e CISPADANA – IL TRICOLORE

Documento Originale-CP

In questo raro documento, splendido per la sua importanza storica, spiccano le iscrizioni: LIBERTA’ E EGUAGLIANZA, parole utilizzate nell’Età Napoleonica (19 giugno 1796 – 8 maggio 1814), IN NOME DELLA REPUBBLICA CISALPINA, repubblica nata il 9 luglio 1797 con capitale Milano, l’AMMINISTRAZIONE DEL DIPARTIMENTO DEL RENO, facenti parte della Repubblica Cispadana(Bologna, Ferrara, Modena e Reggio), proclamata il 27 dicembre 1796 con capitale Bologna; La Repubblica Cispadana fu il primo stato italiano ad adottare il tricolore come bandiera nazionale.
Inoltre si nota la scrittura manuale del giorno 29 FIORILE ANNO VII DELLA REPUBBLICA FRANCESE, nel Calendario Rivoluzionario Francese. Seguendo le tabelle di conversione il giorno corrisponde al 18 Maggio 1799.

Collezione Privata

Bambini in Culla – La Lettura Gennaio 1905


Pappatoi

Inerme e debole come un uccellino, il bambino appena venuto alle luce si rannicchia tutto nelle protettrici braccia materne. Ed il cuore della madre riversa la sua esuberante tenerezza sull’amata creaturina; ella vorrebbe difenderla contro ogni pericolo, allontanare da lei con le assidue cure tutti i possibili mali per vederla crescere alla salute ed alla letizia, sotto il caldo raggio dell’amor suo.
Senonchè troppo spesso questo stesso amore è destinato a diventare lo scoglio contro il quale si infrangeranno il benessere, l’avvenire, forse la vita del piccolo essere incosciente.
Da un lato, infatti, si suole eccedere nelle cure, indebolendo l’infante e rendendolo così preda doppiamente facile dei nemici che da ogni parte lo minacciano; dall’altra l’inesperienza e l’ignoranza, specie nelle giovani mamme, rappresentano ancora una parte troppo preponderante e funesta nel primo stadio dell’allevamento umano.
Certo anche le madri dei secoli scorsi erano animate dalle migliori intenzioni ed avevano esclusivamente ed ardentemente di mira il bene delle creaturine loro;eppure ciò non le tratteneva dal tormentarle in mille guise, nell’assoluto accecamento di chi ignora le più elementari leggi dell’igiene ed i bisogni di un corpo in formazione.
Non occorre rimontare a tempi remoti per trovarci di fronte al predominio delle fasce, le quali stringevano spietatamente le tenere membra, privandole di qualsiasi libertà di movimento. ..

..Per fortuna, anche in questo argomento, come in parecchi altri, i tempi nuovi anno recato mutamenti radicali. Nondimeno molti, troppi, sono rimasti refrattari al benefico influsso, e non solo nei paesi barbari, ma anche presso i popoli più avanzati, succedono talora certe anomalie nel dominio dell’allevamento infantile, atte a far fremere d’orrore ogni persona ragionevole.
Per esempio, in talune provincie di Francia, regna tuttavia l’antica e crudele costumanza di assicurare la testa del neonato ad un cuscino ben duro, o peggio ancora, ad un asse, per ottenere la nuca piatta; ciò che agli occhi di quelli ingenui contadini forma l’ideale della bellezza. Nella Fiandra le madri avvolgono strettamente il capo dei loro rampolli in pannolini e bende per “tenere indietro le tempie”. In altre regioni si fanno portare alle bambine delle attillate cuffiette da bambola, legandole in guisa da tener fortemente compresse le orecchie e la pelle della fronte, ove si forma un vero e profondo solco; oppure, come avviene in certe provincie tedesche, si assicura sul cranio del neonato un pezzo di cartone acciò la parte superiore di esso riesca piatta e larga.
E’ Facile indovinare le conseguenze di un tal genere di pratiche: la debolezza di mento e lo stesso idiotismo completo, spesso non anno altre origini, e nelle sezioni infantili dei manicomi se ne incontrano numerose e non dubbie prove.

… i sacchi ed i sostegni di tela coi quali le contadine francesi del dipartimento dell’Ardiége solevano sospendere i bambini alla parete od al tetto della stanza, in posizione verticale, ,mentre esse uscivano nei campi pel consueto lavoro.


…Ma, d’altra parte, è lecito gridar la croce contro le madri che infliggono alla propria prole simili tormenti? No di certo, poichè le poverette credono in buona fede di agire pel meglio e veramente non sanno quello che si fanno.
Spetta invece alla gente colta e civile, familiare con le leggi della fisiologia e coi bisogni reali della vita, aprire gli occhi a quelle disgraziate inconsciamente crudeli, e non risparmiar fatiche nè premure, finchè anche nelle loro menti rozze non penetri il concetto di ciò che è utile e di ciò che è dannoso ad una esistenza sull’inizio, finchè i pregiudizi e le idee errate non abbiano creduto alla voce della ragione ed il fanciullo inerme non possa svilupparsi sanamente, liberamente fino ad un’utile e laboriosa virilità, anzichè correre il rischio di subire per lunghi anni, forse per tutta la vita, le tristi conseguenze dell’ignoranza materna.

(Da Fur Alle Well)

Trascrivo, estrapolandone fedelmente, alcuni stralci, di un articolo pubblicato sulla rivista La Lettura N.V Gennaio 1905, sui Bambini in Culla. Le immagini sono tratte dalla stessa pubblicazione.
Memoria storica di estremo valore per contenuto ed immagini.

dall’articolo, la pagina

La lettura


La Lettura – Rivista mensile del Corriere della Sera diretta da G. Giacosa Anno V Gennaio 1905
Annata Completa
Collezione Personale

Vecchione


Vecchione, s.m. Marrone secco e cotto nel vino col guscio.

Dal Nuovo Vocabolaro Universale della lingua italiana di B. Melzi 1882 Quinta Edizione Fratelli Garnier Edizioni

Cinema Futurista






Settimanale N. 126 Vol.XIV 1967 – All’interno a pag. 338 Il Cinema Futurista
Collezione Privata

In evidenza

The Studio, London, Art Nouveau, Rivista di Arti Applicate, Arts&Crafts


The Studio, London, #ArtNouveau, Rivista di #ArtiApplicate

 

The Studio
An Illustrated Magazine of Fine & Applied Art

#THESTUDIO

The Studio fu uno dei più longevi periodici dedicati all’Art Nouveau, con un attenzione particolare alle Arti Applicate e all’Architettura, nonchè alle Esposizioni Universali.
Primo numero Aprile 1893, copertina A. Beardslay

Dalla mia Collezione Privata

(Vedi altri periodici nella mia collezione)

 

20181129_182906.jpg
Serie di numeri di The Studio

 

img002.jpg
IV di copertina, numero Gen. ’98

 

Vedi Arts & Crafts 

 

 

 

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Jasper Wedgwood, la porcellana inglese


JASPER WEDGWOOD

wedgwood Jasper


 

Il Jasper è il tipo di porcellana che ha reso famoso nel mondo il nome di Wedgwood.
Questa produzione viene realizzata con grès vetroso non smaltato che può essere colorato per mezzo di ossidi speciali in varie tinte compreso il nero e che è adattissimo per ritratti e per fare da sfondo a rilievi bianchi di ispirazione classica. Il Jasper è il risultato di parecchie migliaia di esperimenti, tutti registrati da Josiah Wedgwood.

Ornamentation for Wedgwood’s Jasper

TARABARALLA: I libri misteriosi


TARABARALLA: I libri misteriosi

http://www.letteraturadimenticata.it/Bemp%20breve%20storia.htm

http://www.fondazioneprimoconti.org/archivio/fondi/nannetti_neri.html