Kim di Rudyard Kipling – Baldini e Castoldi illustrazioni di Maraja


KIM

Baldini & Castoldi 19??, Milano. Traduzione di Maria Silvi – in 4° – pp.167 – Mezza tela – Illustrazioni nel testo e fuori testo di Maraja
D.o-C.p.
Su Libico Maraja
dai siti:
Libico Maraja (1912-1983) pittore, disegnatore e illustratore, al tavolo luminoso durante la lavorazione del lungometraggio d’animazione La Rosa di Bagdad, a Bornato (BS) nel 1943. Illustratore, cartellonista, scenografo di nazionalità svizzera, la sua produzione esordisce dalla cartellonistica; nel 1941 fu ingaggiato nel cast de La Rosa di Bagdad e si trasferisce in Italia. Il film esce nel 1949, dopo la fine del secondo conflitto mondiale. Trapiantato per sempre in Italia, diviene illustratore di favole e negli anni Sessanta raggiunge la celebrità con il suo stile inconfondibile; estremamente prolifico nella produzione, le sue illustrazioni oggi sono parte dell’immaginario collettivo di migliaia e migliaia “ex-bambini”… Fototeca distribuisce in esclusiva tutte le opere e immagini biografiche custodite nella Associazione Libico Maraja, tavole originali, fotografie, bozzetti, dipinti, prodotti editoriali, manifesti.
Nel 1938 illustra il suo primo libro per l’infanzia: “La storia di Cicc”, di Alma Chiesa, mentre l’anno dopo si sposa con Chiara Colombo, figlia di un noto musicista, che nel 1940 dà alla luce il primo figlio, Marzio.
Nello stesso anno si trasferisce a Milano. Collabora con la ditta IMA Pubblicità, per la quale illustra copertine di dischi e spartiti musicali per le Messaggerie Musicali nonché due fiabe per la casa editrice Alpe. L’esperienza come grafico nello studio ALA, le sperimentazioni di scenografia e di costumi teatrali realizzate per la Casa d’Italia, sono per Libico Maraja un prezioso bagaglio di esperienze che gli tornerà utile quando, nel 1941, la IMA Pubblicità diventerà IMA Film per realizzare il primo lungometraggio a disegni animati a colori italiano: “La Rosa di Bagdad”, di Anton Gino Domeneghini. Maraja è nominato capo scenografo e cartoonista. Il contratto con la IMA sarà uno dei momenti più preziosi per il perfezionamento della professione e per quella che sarà la scelta di vita futura. La sua arte si arricchisce e si connota sempre più per una fantasiosa ingegnosità e per il progressivo evolversi e specializzarsi della tecnica.
Nel 1947, dopo un periodo di separazione conseguente alla fine della guerra, la famiglia Maraja, cui s’è aggiunto nel 1946 il piccolo Francesco, si trasferisce a Moltrasio. Inizia ad illustrare le copertine dei quaderni Pigna. Nel 1950 illustra “Il mio mondo”, primo sussidiario a colori pubblicato in Italia per conto della Società Editrice Cinematografica. Due anni dopo, nel 1952, inizia la collaborazione con la casa editrice Fabbri. Tale rapporto durerà fino alla morte di Maraja e darà vita ad una produzione ricchissima, nella quale spiccherà, nel 1955, “Le avventure di Pinocchio”. Sviluppa anche fumetti per la Mondadori nella serie delle avventure di “Faust e Metistofele” ed i primi classici illustrati per l’Editore Conte, poi per Carroccio e per Aristea, quindi per Baldini & Castoldi, tutti del capoluogo lombardo. Nel 1954 ritorna a Como, luogo in cui intensifica tra le varie attività anche quella di pittore da cavalletto approfondendo le sue ricerche nel campo dell’astrattismo comasco insieme a Rho, Radice, Badiali, Galli e Salardi. Si fa apprezzare per le caricature di satira politica su “Ol Tivan”, settimanale di Como e provincia.
Piccola contaminazione di Jorge Luis Borges
da Conversazioni Americane pagg. 91;.120
Borges: Credo di essere più interessato alle immagini 
che alle idee. Non sono capace di pensare in modo astratto…
Anche quello che hanno fatto greci ed ebrei tendo a considerarlo non in termini
di logica ma di favole o di metafore.
Sono questi i miei ferri del mestiere. Naturalmente, ogni tanto devo ragionare.
Lo faccio in modo molto goffo. Preferisco sognare. 
Preferisco le immagini.
O come ha detto Kipling, a uno scrittore dev’essere permesso
scrivere una favola ma, in quanto alla morale della favola,
questa gli può essere ignota, oppure ce ne possono essere diverse.
Per questo cerco di continuare a sognare,
cerco di usare metafore o favole invece di decise affermazioni.
Credo che sia sempre l’altro ad avere ragione.
Borges: Io non sono un lettore di romanzi, quindi non posso
nemmeno essere uno scrittore di romanzi, perché tutti i romanzi,
anche i più belli, implicano sempre dei riempitivi, mentre
un racconto deve sempre essere essenziale. Per esempio gli ultimi racconti
di Rudyard Kipling…

Pessoa – Il Poeta è un fingitore e Lettere a Ofelia – Edizioni Japadre – 1988


a cura di Giuseppe Taviani
da: Il Poeta è un fingitore

In una catabasi espressiva limpidamente ambigua-
ma che può manifestarsi anche in forme ambiguamente limpide –
la poesia di Fernando Pessoa sembra offrirsi e ritrarsi senza requie,
inarcata dall’ansia di svelarsi e insieme rintanata nei recessi del non -detto,
anzi dell’indicibile. Una poesia di dissidi irrisolti,
travagliata e complessata fin nella ricerca dei propri autori,
molteplici nell’unità, o del proprio autore,
unico nella molteplicità.
Questo


Dicono che fingo o mento
tutto quel che scrivo. No.
Io semplicemente sento
con l’immaginazione.
Non mi servo del cuore.

Tutto quel che sogno o passo,
che mi vien meno o finisce,
è come se fosse un terrazzo
su un altra cosa ancora.
E’ questa cosa che è bella.

Per questo scrivo nel mezzo
di quel che non è qui vicino,
libero dal mio incantesimo,
serio di quel che non è.
Sentire? Senta chi legge!

a cura di Giuseppe Taviani
da: Lettere a Ofelia
La follia, l’oscurità, ma anche il candore infantile,
il pudore estremo: l’ambiguo universo
pessoano racchiuso in questo carteggio amoroso,
importante documento dell’unica relazione sentimentale conosciuta 
del grande poeta portoghese, struggente testimonianza
della sua incapacità di

Vittorio Emanuele II – 5 Lire d’argento conio di Milano 1869


Vittorio Emanuele II – 5 Lire d’argento conio di Milano 1869

Questa è una moneta speciale per la sua storia, sia per la memoria collettiva, sia per la mia.
Con questa moneta sono stati battezzati tutti i figli maschi della mia famiglia, da parte di padre.
 
 
 
 Regno d’Italia 1869
Vittorio Emanuele II
La moneta d’argento da 5 Lire del Regno d’Italia, detta anche scudo, fu battuta dal 1861 al 1878 con le seguenti caratteristiche fisiche: (titolo 900‰; ø 37 mm; peso 25 g; asse di conio 6H) (v. http://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta.php/W-VE2/13)
 
 
 
 
Moneta coniata alla Zecca di Milano
per maggiori dettagli consultare il seguente link:
 
 

REGNO D’ITALIA 1861 ~ 1878

 
Birmingham H  Heaton Ralph & Sons di Londra – GB
Bologna B  senza segno di zecca
Bruxelles testina  Belgio
Firenze Firenze  fascio con scure, p mano a pugno e F, vomere e F
Milano M  sia in corsivo che in stampatello
Napoli N  sia in corsivo che in stampatello
Parigi  senza segno di zecca
Roma R  solo segno zecca R
Strasburgo OM  Oesgher Mesdach – Francia
Torino T  sia in corsivo che in stampatello

 

Maggiori informazioni storiche e di numismatica:
http://cronologia.leonardo.it/mondo28e.htm
 
 
 
Sulla lira Italiana:
 
L’introduzione della lira italiana va fatta risalire, come per il tricolore, al periodo napoleonico. Infatti, il tricolore venne adottato dallaRepubblica Cispadana nella prima campagna d’Italia (1796 – 1797). La lira, invece, venne adottata alla seconda campagna d’Italia con la ricostituzione della Repubblica Cisalpina come Repubblica Italiana (gennaio 1802), trasformatasi poi nel Regno d’Italia (marzo 1805). Le prime emissioni dalle zecche di Milano, Bologna e Venezia si ebbero nel 1807, con monete da 40, 5 e 2 lire; l’anno successivo vennero coniate anche monete da 20 lire e da 1 lira, caratterizzata da un peso di 5 g ed un titolo d’argento di 900/1000.
 
Dopo la fine del Regno d’Italia nel 1814, la lira riappare nel 1815 nelDucato di Parma e Piacenza con l’introduzione della monetazione decimale da parte della duchessa Maria Luisa d’Asburgo-Lorena. Il taglio delle monete era da 1, 2, 5, 20 e 40 lire.
 
Nel 1861, con la riunificazione dell’Italia sotto i Savoia, la lira torna ad essere la valuta italiana ed il 24 agosto 1862 ebbe corso legale e sostituì tutte le altre monete circolanti nei vari stati pre-unitari: 1 lira da 5 g di argento al titolo 900/1000 corrispondeva a 0,29025 g d’orofino oppure a 4,5 g d’argento fino (scesi a 4,459 nel 1863).

 

http://www.storiadellalira.it/

 


Regno d’Italia L.5
Vittorio Emanuele II 1869


TinTin – First Day Sheet 2007- 11


Dal mercato annuale di Jeu de Balle di Brussel
del 19 Luglio 2009 dedicato al collezionismo sul mondo di Tin Tin
Cover TinTin Canada – N.1 6-1-1970
Il mio anno di nascita

Retro

Serie First Day Sheet 2007-11

Retro

http://www.tintin.com/en/

Monete Italiane: 500 lire Caravelle


Monete Italiane: 500 lire Caravelle:

Le repubblica italiana ha emesso tramite la zecca di Roma monete d’argento da 500 lire 
a partire dal 1958 e fino al 1967.
I tipi emessi sono stati tre, normalmente denominati “Caravelle”, Unità d’Italia” e “Dante”.
Tutte queste monete d’argento hanno un diametro di 29 mm, un peso di 11 g ed il titolo è di 835/1000.
Dopo il 1967 il costo delle monete d’argento e la presenza di fenomeni di tesaurizzazione, sconsigliò il proseguimento di questo tipo di coniazione che terminò.
Monete d’argento del tipo “Caravelle” e con molti altri tipi furono comunque coniate appositamente per il mercato dei collezionisti e vendute dalla zecca a prezzo maggiore di quello nominale.
(quella in alto è del primo anno di conio, il ’58).
La moneta fu coniata dal 1958 al 1967. Il busto femminile al dritto è di stile rinascimentale e i 19 stemmi sono quelli della città capoluogo regionale dell’epoca (Genova, Torino, Aosta, Milano, Trento, Venezia, Trieste ed Udine, Bologna, Firenze, Ancona, Perugia, Roma, L’Aquila, Napoli, Bari, Potenza, Catanzaro, Sicilia, Cagliari). In basso è la legenda GIAMPAOLI, il nome dell’autore, Pietro Giampaoli.
Al rovescio sono raffigurate le tre caravelle in navigazione verso destra, intorno “REPUBBLICA ITALIANA” in basso soni riportati il valore, il segno di zecca (R) e VEROI, l’autore, Guido Veroi.
La prova di questa moneta, tirata in 1004 copie nel 1957, ha le bandiere controvento.
Questa moneta del 1957 con le bandiere controvento è rarissima, coniata in soltanto 1004 esemplari: inoltre presenta la scritta Prova oltre alla parola REPUBBLICA invece che REPVBBLICA.
Al dritto è raffigurato un busto femminile di stile rinascimentale ispirato a Letizia Savonitto (moglie dell’incisore Pietro Giampaoli) con i 19 stemmi delle città capoluogo regionali dell’epoca.
Link numismatica:
http://www.lamoneta.it/

La vita delle Cose di Remo Bodei


“Ciò che dobbiamo interrogare sono i mattoni, il cemento, il vetro, le nostre maniere a tavola, i nostri utensili, i nostri strumenti, i nostri orari, i nostri ritmi. Interrogare ciò che sembra avere smesso di stupirci. Viviamo, certo, respiriamo, certo: camminiamo, apriamo porte, scendiamo scale, ci sediamo intorno a un tavolo per mangiare, ci corichiamo in un letto per dormire. […]. Fate l’inventario delle vostre tasche, della vostra borsa. Interrogatevi sulla provenienza, l’uso e il divenire di ogni oggetto che ne estraete. Esaminate i vostri cucchiaini. Cosa c’è sotto la carta da parati? […]. Poco mi importa che queste domande siano frammentarie, appena indicative di un metodo, al massimo di un progetto. Molto mi importa, invece, che sembrino triviali e futili: è precisamente questo che le rende altrettanto, se non addirittura più essenziali, di tante altre attraverso le quali abbiamo tentato invano di afferrare la nostra verità.”
George Perec, L’infra-ordinario, Torino 1994, pp. 13-14

Diario Notturno di Ennio Flaiano – Bompiani 1° Edizione


Ennio Flainao
Diario Notturno
e altri scritti:
SUPPLEMENTO AI VIAGGI DI MARCO POLO
SEI RACCONTI UTILI
LA SAGGEZZA DI PICKWICK
UN MARZIANO A ROMA
FINE DI UN CASO
VARIAZIONI SU UN COMMENDATORE

Bompiani 1956
1° Edizione Bompiani 1956
Assieme ad altri scritti che lo completano, appunti, annedoti
viaggi e raccontini immaginari,
raccolgo qui gran parte del Diario notturno, ringraziando
Mario Pannunzio che l’ha ospitato sul e
Valentino Bompiani che ha voluto riunirlo in volume.
Debbo avvertire che i nomi di alcuni personaggi citati sono falsi,
eccetto quelli dei personaggi fittizi, che sono veri.
                                                                                         E.F
9. Commiato
Qui finiscono i miei appunti. Dandoli alle stampe
so che poteri temperare qualche giudizio, ricredermi
di qualche aspetto della vita che si conduce laggiù:
ma queste furono, insomma, le mie prime impressioni.
Del resto nessuno più di me ama e apprezza
i Poveri, i loro usi e costumi, il loro cielo e la loro speranza.
Dirò anzi che, quando al piroscafo vidi 
allontanarsi le coste di quella felice Arabia, capii che ero
condannato a vivere nel provvisorio per il resto della mia vita.
Se potessi tornare indietro ritroverei la mia strada ad occhi chiusi.
Qiale perfetto mendicante dorme in me! E con quanta saggezza risponderei 
all’imperatore se mi chiedesse di diventare suo ministro!
Addio, poveri: sarà per un altra volta.
[1945]
da SUPPLEMENTO AI VIAGGI DI MARCO POLO pag..46

Libretto di Credito Libero – Cassa di Risparmio in Bologna 1932 – Pagella Opera Nazionale Balilla 1931- ’32


Libretto di Credito di mio nonno Rinaldi Renato
1932
Pagella Scolastica Opera Nazionale Balilla 
Anno Scolastico 1931 1932 Anno Era Fascista X
Delle Pagelle collezione completa annate
D.o- C.p

Cartoline Postali Viaggiate – Zola Predosa


Cartolina Postale 1930
D.o-C.p
Villa Theodoli Braschi – Autografata Giulia Theodoli
D.o-C.p

Miguel de Unamuno – Il fiore dei miei ricordi e Commento alla vita di Don Chisciotte


D.o-C.p
Il fiore dei miei ricordi / Miguel de Unamuno ; traduzione e note a cura di Gilberto Beccari. – Firenze : Vallecchi, stampa 1920. – 130 p. : ill. ; 19 cm.
“...questo vecchio fiore dei miei
ricordi mi manda, attraverso gli anni, il
suo profumo...”
(Parte I – CAP. V PAG.30)
“Non mi ricordo di essere nato.
Il fatto che io nascessi – e il nascere è il mio avvenimento
cardine del passato, come il morire sarà quello del futuro –
che io nascessi è cosa che so d’autorità e per deduzione. Ed ecco come del
più importante atto della mia vita non ho notizia intuitiva
e diretta; debbo attenermi, per credere ad esso, alla testimonianza altrui.
Il che mi consola, facendomi sperare di non avere neppure nell’avvenire notizia
intuitiva e diretta della mia morte.”
Cap. I della Prima Parte
La Fanciullezza

D.o-C.p.
Unamuno, Miguel : de. Commento alla vita di Don Chisciotte / di Miguel de Unamuno ; nuova versione autorizzata dall’autore. – 4. ed. – Milano : Dall’Oglio, stampa 1947. – 299 p. ; 18 cm.
Per visionare altri testi si veda il link seguente del Catalogo Collettivo dei Beni Culturali Livornesi: